che l’Ucraina starebbe valutando di usare una “bomba nucleare sporca”, cioè una bomba rudimentale realizzata con materiale radioattivo, nell’ambito della sua controffensiva per riconquistare alcune regioni occupate dalla Russia. I paesi occidentali non hanno preso sul serio le accuse della Russia – che è solita mentire anche piuttosto spudoratamente, su questioni del genere – e anzi temono che queste dichiarazioni pongano piuttosto le basi per l’uso di una “bomba sporca” da parte dei russi, che a quel punto potrebbero addossarne le responsabilità sugli ucraini. Nel fine settimana il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha parlato con i ministri della Difesa di Stati Uniti, Francia e d Inghilterra concretizzando alcune accuse sul possibile uso di una “bomba sporca” fatte da ufficiali russi negli ultimi giorni. Nessuno dei ministri che hanno parlato con Shoigu sembra avergli creduto: domenica in un raro comunicato congiunto i tre paesi occidentali hanno parlato di accuse «chiaramente false». Convenzionalmente si definiscono “bombe sporche” delle normali bombe a scoppio a cui vengono agganciate sostanze radioattive – come del materiale utilizzato per la produzione civile di energia nucleare, che gli ucraini avrebbero a disposizione a Chernobyl – che con la detonazione viene diffuso nell’area circostante. Sono molto meno pericolose delle armi nucleari: in condizioni normali possono diffondere materiale radioattivo solo per qualche chilometro. Secondo gli esperti dovrebbero servire soprattutto a terrorizzare i civili del territorio colpito, che potrebbero avere troppa paura per uscire di casa, bere acqua o mangiare cibo potenzialmente contaminato. Al momento non esistono casi accertati di “bombe sporche” detonate con successo.
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